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Aurora magazine

La diffusione dei test di screening prenatale non invasivi in Giappone

I test di screening prenatale non invasivi si stanno diffondendo sempre di più in Giappone. A breve, aumenteranno le istituzioni mediche autorizzate ad eseguire test del DNA fetale. La decisione arriva dopo un aumento esponenziale delle richieste nel paese, in relazione anche all’alzarsi dell’età media della prima gravidanza.

I test di screening prenatale non invasivi sono stati introdotti in Giappone nel 2013, ma sono stati fin da subito oggetto di dibattito. Le linee guida della Japan Society of Obstetrics and Gynecology hanno ristretto l’utilizzo di questi test a poche strutture. Inoltre, i test possono essere effettuati solo su donne dai 35 anni in su o con una storia di anomalie cromosomiche. L’aumento della domanda ha però spinto molte strutture non autorizzate ad offrire comunque il test.

La situazione ha reso necessario porre un freno ai test non autorizzati, in favore dei test del DNA fetale certificati. Per questo motivo, la Japan Society of Obstetrics and Gynecology ha deciso di espandere l’autorizzazione a nuove istituzioni mediche. L’obiettivo è incorporare i test di screening prenatale non invasivi nei controlli medici di routine.

Dall’introduzione nel 2013 dei test del DNA fetale, l’aumento delle strutture che offrono questo tipo di servizio è stato limitato. Si è partiti con 15 strutture certificate in tutto il Giappone e si è arrivato a 89 nel 2017. Forse troppo poco per le richieste di una nazione intera.

Fonte: japantimes.co.jp