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Aurora magazine

Si può predire il diabete gestazionale prima della gravidanza?

Il team del dottor Eran Segal, del Weizmann Institute of Science in Israele, ha sviluppato un algoritmo per predire il rischi di diabete gestazionale. Prima che la paziente rimanga incinta. Il test mira a individuare le donne più a rischio, così da aiutarle a cambiare stile di vita per evitare l’insorgere del problema.

I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 600.000 gestazioni. Li hanno ricavati dal database dell’organizzazione israeliana Clalit Health Services, la più importante del Paese a tema salute. L’obiettivo era trovare un sistema per misurare il rischio di ammalarsi prima della gravidanza, un problema tutt’altro che banale.

Il diabete gestazionale si presenta nel 3-9% delle gestazioni e rappresenta un rischio per madre e bambino. Proprio come negli altri tipi di diabete, gli alti livelli di zucchero nel sangue mettono a rischio la salute di madre e bambino. Nonostante la somiglianza con il diabete tradizionale, però, il diabete gestazionale è spesso slegato dalla presenza di casi in famiglia o nelle gestazioni precedenti. Tutto questo rende molto più difficile prevedere se una donna si ammalerà o no.

Gli scienziati hanno analizzato i dati di migliaia di donne usando un sistema di intelligenza artificiale. In un secondo momento, hanno usato l’algoritmo per processare più di 2.000 parametri di valutazione. Tra questi c’erano i risultati dei test sulla tolleranza al glucosio, analisi del sangue, storia familiare. Il sistema ha rivelato che bastano 9 parametri per prevedere se una donna si ammalerà.

Grazie alla scoperta, basteranno poche domande e test per calcolare con precisione il rischio di malattia.

Fonte: business-standard.com

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Gravidanza e metastasi hanno una connessione evoluzionistica?

Un team di ricercatori provenienti dalla UConn School of Medicine e dall’Università di Yale ha usato la gravidanza per studiare come si sviluppano le metastasi. In molti mammiferi, la placenta invade le pareti uterine; in altri, la placenta è molto meno aggressiva. I ricercatori hanno scoperto una correlazione tra questo fenomeno e la possibilità che un tumore crei metastasi.

Il dottor Kshitiz, autore principale dello studio, ha osservato le cellule dell’endometrio di diverse specie. In alcuni animali, le cellule stromali sono concepite per resistere a qualsiasi invasione, compresa quella della placenta. Di contro, negli esseri umani la formazione della placenta può essere molto invasiva durante la gravidanza. Cosa curiosa, i primi sono molto più resistenti alle metastasi di noi.

Lo studio osserva il processo di formazione delle metastasi in modo del tutto diverso. Al centro del meccanismo ci sono le cellule stromali, che costituiscono il tessuto connettivo tra gli organi. Secondo i ricercatori, più le cellule resistono all’invasione della placenta, più resistono a quella delle metastasi. Negli animali con cellule stromali resistenti, la gravidanza è quindi molto più controllata ed è più difficile che si formino metastasi, in caso di tumore.

I ricercatori hanno individuato i geni che regolano la stroma, individuando le differenze tra noi e gli animali più resistenti. Ciò potrebbe aprire le porte a un nuovo tipo di terapie antitumorali, volte a bloccare l’espandersi dei tumori.

Fonte: uconn.edu

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Quali sono i benefici della frutta secca in gravidanza

Mangiare tanta frutta secca in gravidanza migliora lo sviluppo neuropsicologico del bambini. I Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie consigliano di mangiare 50-80 grammi di frutta secca a settimana, quanto meno nel primo trimestre di gravidanza. Ciò basta per migliorare le funzioni cognitive, la memoria, la concentrazione dei bambini.

La frutta secca è benefica per la salute in tanti modi, anche al di fuori della gravidanza: combatte lo stress ossidativo e riduce il rischio di ipertensione e diabete. In età avanzata, il consumo regolare rallenta anche il declino cognitivo proprio dell’invecchiamento. Il merito è degli acidi grassi polinsaturi e delle tante sostanze benefiche contenute in questi alimenti, tra cui gli omega-3.

Gli omega-3 sono fondamentali per la salute negli adulti, ma giocano un ruolo essenziale anche nello sviluppo fetale. Secondo alcuni studi, questi acidi grassi regolano le tempistiche della gestazione e il peso dei neonati alla nascita. Inoltre, queste sostanze si accumulano nella parte frontale del cervello del feto, migliorando la memoria e le funzioni cognitive anche negli anni a venire.

Nonostante i tanti benefici di un consumo regolare di frutta secca in gravidanza, esagerare potrebbe essere dannoso. Potrebbe esserci una correlazione tra consumo di noccioline in gravidanza e allergia nei bambini. Per questo motivo, è importante consumare la frutta secca nelle quantità consigliate, senza esagerare né in un senso né nell’altro.

Fonte: news-medical.net

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Vaccinarsi contro la pertosse in gravidanza protegge anche il bambino

La dottoressa Kirsten Perret ha guidato uno studio randomizzato sugli effetti dei vaccini in gravidanza. Lo studio ha coinvolto 687 donne incinte provenienti da sei paesi, divise in due gruppi: il primo ha assunto il vaccino contro difterite, tetano e pertosse; il secondo ha assunto un placebo. Una volta nati i bambini, i medici hanno controllato i livelli di anticorpi nelle mamme e nei neonati.

I figli di donne non vaccinate producono un numero maggiore di anticorpi propri contro la pertosse. Ciononostante, questo lieve “deficit” è di fatto ininfluente in termini clinici. Lo studio in questione mostra infatti come gli anticorpi materni si trasferiscono nel neonato, proteggendolo in modo più che efficace. L’effetto di questi anticorpi supera di gran lunga quello di eventuali anticorpi prodotti dal neonato stesso, proteggendolo per mesi. Il loro effetto si esaurisce dopo che il neonato si è vaccinato.

I medici hanno anche verificato eventuali effetti negativi dei vaccini, sia sulle mamme sia sui bambini. I due gruppi non hanno manifestato differenze: né le donne vaccinate né i neonati hanno mostrato effetti collaterali. Ciò significa che la vaccinazione non ha danneggiato nessuno dei soggetti coinvolti, dimostrandosi sicura.

Il team ha effettuato lo studio per verificare la sicurezza delle attuali linee guida australiane. I ginecologi consigliano a tutte le donne incinte di vaccinarsi tra la 20a e la 32a settimana di gestazione. I neonati si dovrebbero invece vaccinare intorno ai 2 mesi di età. Ciò basta per garantire una copertura totale ai piccoli, evitando contagio e ospedalizzazione.

Fonte: medicalxpress.com

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