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Aurora magazine

Come la CRISPR sta cambiando ricerca e diagnosi prenatale

La CRISPR è la tecnologia che sta rivoluzionando l’editing genetico, offrendo nuovi modi per affrontare malattie genetiche e non solo. I ricercatori del Weizmann Institute of Science hanno combinato questo strumento con la profilazione dei genomi di cellule singole. Hanno così ottenuto un inestimabile strumento di ricerca, che potrebbe rispondere a domande ora insolute e aiutare nella diagnosi di un gran numero di malattie.

La CRISPR è una tecnologia che consente di manipolare le funzioni dei geni dentro la singola cellula. In questo modo è possibile agire su anomalie genetiche, ma non solo. Ad ogni cambiamento corrispondono infatti risultati diversi, che permettono di comprendere meglio le funzioni dei singoli geni. Basta così un esperimento per avere dati un tempo ottenibili con migliaia di ore di lavoro. Dati applicabili alla ricerca medica, alla comprensione di come funzionano alcune malattie e alla loro diagnosi.

Spesso i soli risultati ottenuti con la CRISPR non sono abbastanza chiari. Ecco quindi che il team del Weizmann Institute of Science l’ha combinata con il sequenziamento dell’RNA. Quest’ultimo è un settore in rapido sviluppo, che sta influendo in maniera importante su molte aree della ricerca e della biotecnologia. Mediante il sequenziamento dell’RNA messaggero delle singole cellule, è possibile individuarne il ruolo e le funzioni. Si può usare la tecnica su migliaia di cellule in una volta sola, dando a ciascuna di esse la propria collocazione nella popolazione d’insieme. In questo modo gli scienziati riescono a studiare cose come lo sviluppo del cervello fetale, o come si evolve un cancro all’interno dell’organismo.

Gli autori dello studio hanno dovuto apportare dei cambiamenti alla tecnica CRISPR, così da adattarla al sequenziamento dell’RNA. La loro versione è in grado di prendere di mira più geni in una volta sola, alcuni dei quali dentro la stessa cellula. Il risultato è una tecnologia che consente di collegare cellule con comportamenti tra loro simili, identificando anche funzioni inedite per certe tipologie di geni. Inoltre, si ottengono dati con una precisione molecolare, ottenibile in una frazione del tempo richiesto da altre tecnologie.

Se continuerà a provare la propria efficacia, la nuova tecnologia fornirà dati preziosi per comprendere lo sviluppo di tumori e altre malattie. Una consapevolezza maggiore che sarà essenziale per l’elaborazione di trattamenti e, nel caso di patologie genetiche, anche per lo sviluppo di metodi di diagnosi prenatale.

Fonte: phys.org