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Aurora magazine

La memoria delle api può spiegare l’Alzheimer?

Un meccanismo molecolare che regola la memoria nelle api potrebbe aiutare a combattere le malattie neurodegenerative. I ricercatori dell’Università di Queensland hanno scoperto che un’anomalia molecolare può innescare una serie di cambiamenti fisici, che intaccano la formazione di nuovi ricordi negli insetti. Un fenomeno che alcune patologie umane e che aiuta quindi a comprenderle meglio e a combatterle.

Le api hanno una memoria e una capacità di apprendimento eccezionali. Riescono a contare fino a quattro, si orientano seguendo percorsi imparati a memoria e mappe mentali. Inoltre riescono a interagire con i propri simili, a fare da insegnanti e da allieve. Possono mostrare alle loro compagne dove sono le fonti di cibo migliori e come tornare all’alveare. Questi processi ricordano i loro analoghi umani, benché siano per così dire “riassunti” in un genoma più piccolo e più semplice. Per questo motivo le api sono un modello perfetto per studiare l’evoluzione di malattie neurodegenerative.

I nuovi ricordi si formano mediante cambiamenti molecolari, che modificano le connessioni neurali e la loro attività. Lo regolano alcuni geni mediati da dei processi chiamati meccanismi epigenetici, di metilazione del DNA. Questi regolano l’espressione dei geni attraverso modificazioni del DNA o associazioni con proteine, senza cambiare però i geni stessi. Quando i ricercatori hanno provato a bloccare il processo, le api hanno cominciato a mostrare problemi di memoria.

Gli scienziati hanno insegnato a due gruppi di api la connessione tra un particolare odore e la presenza di zucchero. Al primo gruppo hanno mostrato la connessione un gran numero di volte, al secondo solo una volta. Dopodiché hanno prelevato un campione di api da entrambi i gruppi e hanno usato su di loro un inibitore, che ne ha alterato la metilazione del DNA. Hanno quindi provato a insegnare una nuova connessione, sempre con il metodo precedente. Dalle osservazioni è emerso che le api trattate avevano più difficoltà a imparare cose nuove.

Capire come cambia l’epigenoma, come si manifesta e come influenza le funzioni cerebrali, può aiutare a comprendere l’evoluzione di un gran numero di patologie. Data la presenza di una predisposizione genetica, i fattori ambientali possono infatti determinare quando e con che forza di manifesteranno malattie come la demenza e l’Alzheimer.

Fonte: eurekalert.org