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Aurora magazine

Gliomi maligni cerebrali: che cosa sono

I gliomi maligni cerebrale rappresentano il 40% dei casi di tumori cerebrali. Sono comuni soprattutto tra adulti e anziani e colpiscono le cellule gliali. Queste cellule supportano il sistema nervoso centrale e producono la mielina, il rivestimento dei nervi.

Il tumore si sviluppa sia in maniera diffusiva, lungo i fasci di fibre, sia in maniera proliferativa. In quest'ultimo caso, il glioma forma delle masse che fanno pressione contro il cervello. Ciò provoca crisi epilettiche, difficoltà motorie e deficit cognitivi. Le alterazioni che scompaiono a volte completamente con l'assunzione farmaci anti-edemigeni come il cortisone. Si tratta però di un trattamento puramente sintomatico. La chirurgia è al momento il modo migliore per controllare l'espansione della massa tumorale.

Nel 60% dei casi, i gliomi si manifestano con crisi epilettiche o con difficoltà a concentrarsi e di memoria. Si procede quindi con una TAC del cervello e con una risonanza magnetica, che evidenziano delle masse circondate da edema. Nel caso in cui la diagnosi sia dubbia, si procede con una TAC total body con liquido di contrasto. In questo modo si escludono altri tipi di tumore metastatici.

Per il momento il trattamento prevede la combinazione di chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Si rimuove la massa tumorale e si riduce la pressione contro il cervello, così da migliorare i sintomi. In questo modo il paziente riesce a mantenere almeno in parte la sua integrità funzionale. I trattamenti attuali soffrono però della scarsa conoscenza che si ha del tumore. Si sa che i gliomi si sviluppano a partire da cellule staminali mutate, che si moltiplicano in maniera incontrollata e formano la massa tumorale. È poco chiaro il perché di questo fenomeno.